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  • alessiamemoli

PRIMA VOLTA IN ASIA: LA THAILANDIA

Aggiornato il: apr 17

(PRIMA ESPERIENZA ASIATICA TRA SAPORI, CULTURA E PAESAGGI THAI)

"NOVEMBRE 2015"


Abituata all'occidente con i suoi ritmi frenetici fatto di pressioni di ogni tipo ero al corrente che sarei presto atterrata in un’altra realtà. Eppure ero lì, pronta a vivermi l'esperienza per la prima volta in “Asia” nonostante nutrissi una certa diffidenza verso l'oriente, forse perché ne ero poco a conoscenza. Quella mattina di novembre presi coraggio e salii a bordo dell'aereo che mi portò dritta in Thailandia. Varcata la soglia del mistero l'ansia e l'agitazione si trasformarono in curiosità. Visi allegri e sorridenti ad accogliermi e strane manie di gentilezza “mai notate prima” mi portarono a pensare che forse mi ero sbagliata e avevo giudicato troppo presto.

Capii di essere lontana da casa al primo respiro soffocante per via del caldo insopportabile e dello smog di Bangkok.

“Bangkok”, una città originale fatta di tante contraddizioni, un miscuglio di tradizione e innovazione, di gente povera e gente benestante, di luoghi di culto e luoghi di piacere. Ricordo i vari profumi che si inalavano per tutte le vie e la confusione dei Tuk Tuk (mezzi di trasporto turistici) che sfrecciavano per le strade. Ero confusa ma piacevolmente colpita dalla mia quiete interiore nonostante il caos circostante, forse era la leggerezza e la semplicità nutrite dal popolo che facevano scacciar via ogni tentativo di malessere. A Bangkok trascorsi intere giornate a visitare mercati colorati come il "Floating Market", esplosivo e dinamico ricco di ogni tipo di merce, e templi di Buddha avvolti nell'oro di un fascino insuperabile, ma non era mia intenzione rimanere a lungo in città.

Difatti, presto approdai su un'isola denominata “Koh Tao”, dall'aspetto esotico e molto invitante. Seppur abbastanza turistica, offre tramonti meravigliosi da ammirare sulla spiaggia e un mare dai fondali interessanti.

Mentre dal punto di vista culinario mi colpirono le strutture adibite a ristoranti, semplici ma d'effetto, costantemente all'aperto, aventi quattro tavoli di legno con un ventilatore regolarmente acceso.

Il menù offriva cinque o sei pietanze ma il piatto per eccellenza era l'appetitoso “Pad Thai”, un'esplosione di sapori e profumi tipicamente thailandesi.

E proprio lì, mentre gustavo il mio pasto delizioso, mi accorsi di quanto fosse importante la sostanza e non l'apparenza.

Quanto a condizioni climatiche definii il meteo altalenante, si passava dal caldo torrido alle repentine piogge torrenziali. Rammento di un tardo pomeriggio quando dal cielo terso improvvisamente sopraggiunse un banco di nuvole indefinite dall'aspetto tetro che con molta determinazione scaricò una cospicua quantità d'acqua. Ero sollevata, finalmente avvertivo una sensazione di benessere causata dalla tanto attesa frescura. Peccato che le piacevoli piogge durarono uno schiocco di dita e, come se niente fosse, la pelle inumidita dalle refrigeranti goccioline d'acqua ritornò a sudare. Decisi poi di recarmi in spiaggia ove soltanto le acque dell'oceano potevano ridarmi un po' di sollievo. Le giornate passarono in un lampo, era doveroso scoprire altre località dell'isola. Cambiai quindi costa, feci sosta in una delle baie più remote dell'isola lasciando che il mio corpo fluttuasse sul mare cristallino prima che una piccola oasi denominata “Koh Nang Yuan”non catturò la mia attenzione. Una camminata su un lembo di terra fatto di sabbia bianchissima, una nuotata nelle acque limpide e silenziose alla ricerca di pesci tropicali mi fecero sentire rigenerata.

Dopo queste esperienze marittime, la giungla mi aspettava dietro l'angolo. Ero davvero pronta a lasciarmi alle spalle spiagge esotiche e acque cristalline? Forse no, ma ero preparata ad affrontare il nuovo ambiente anche se terrorizzata all'idea di dover calpestare quella terra abitata da creature poco gradevoli come ragni e serpenti. Arrivò la fatidica sera dell'escursione nella foresta del “Khao Sok” che sarebbe durata un paio di ore. Prima però presi qualche precauzione per evitare l'attacco delle sanguisughe o delle altre specie dominanti del parco. M'incamminai con la guida, ad ogni passo era una goccia di sudore che appariva sulla fronte non causata del tutto dall'umidità persistente del luogo ma per la mia inquietudine incontrollata. Suoni sinistri si udivano tra le piante giganti di bambù e occhi curiosi brillavano nella notte.

La guida cercò di tranquillizzarmi dicendo che si trattava di insetti e rettili totalmente innocui. Il suo impegno nel mantenermi calma fu costante ma al primo pericolo iniziai a sentirmi nuovamente a rischio. Api indiavolate incominciarono ad attaccare poiché sentitosi minacciate da noi passanti. A quel punto, presa dal panico, corsi scuotendo gli arti superiori ma un’ape mi inseguì e in una frazione di secondo mi ritrovai con una puntura sulla mano destra. In origine sembrava normale che si gonfiasse ma poi, giorno per giorno, continuò a peggiorare. Ed ecco che mi si presentò un'occasione: una visita in un ospedale thailandese, precisamente in quello di “Surat Thani”.


Dopo ore di viaggio in pullman passate fortunatamente con un valido e funzionante condizionatore arrivai nella città di Surat Thani. Prima di dedicarmi alle attività turistiche, era mio dovere andare dal medico. Mi feci una risata ai controlli di routine che si effettuavano prima di ogni visita. Mi pesarono con la borsa a tracollo e mi misurarono l'altezza con le scarpe, il che è un po' bizzarro non vi pare? Ma successivamente tutto andò per il meglio. Il servizio risultò eccellente e senza alcun intoppo. Lasciandomi alle spalle questa breve esperienza ospedaliera, mi gettai nella folla di un mercato gastronomico, il “Night Market”.

Alla vista appariva vivace, pulito e ordinato, curioso per la qualità e la varietà dei prodotti esposti come spiedini di carne e di pesce, frutta e frutta secca a volontà fino ad arrivare alle specialità dolciarie a base di latte di cocco. Ma il mio olfatto venne catturato in particolar modo da una bancarella di strepitose frittelle di pesce e verdure. Erano così maledettamente buone che le mangiai come se fossero caramelle. Dopo aver soddisfatto appieno le mie papille gustative tra folklore e tradizione thai, era giunto il momento di tornare verso la grande capitale.


Un volo interno di un’ora per poi rientrare nella confusione di Bangkok.

Disorientata, ritornai a gironzolare nei diversi quartieri, dal più antico al più moderno. La percezione fu quella di essere stata risucchiata da una macchina del tempo che dal passato mi fece giungere nell'immediato futuro. Una navigazione sul fiume Khao Praya permise di realizzare un viaggio nel viaggio nella storia della città degli angeli. Piccoli commercianti vivevano ancora sulle sponde del fiume abitando nelle tradizionali case su palafitte, al contempo il lussuoso Palazzo Reale manteneva intatti i suoi preziosi templi, simboli di una religione che è tuttora tra le più solide, il “Buddismo”.

L'illusorio viaggio si concluse davanti agli attuali grattacieli e centri commerciali ove all'interno regnava l'instancabile “caos”.

Ritornai quindi alla triste realtà trascorrendo le ultime ore nel continente asiatico dedicandomi agli acquisti di souvenir prima di recarmi in aeroporto. Nel preparare i bagagli promisi a me stessa che quello, in Thailandia, non sarebbe stato l'ultimo e unico viaggio realizzato nel territorio del sud est asiatico.


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